Chi sono i bambini con DSA e come aiutarli

I disturbi specifici dell’apprendimento: cosa sono

Disturbi specifici dell'apprendimentoI disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) si riferiscono a un gruppo eterogeneo di disturbi manifestati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica, dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale.

Possono coesistere con i DSA problemi nei comportamenti di autoregolazione, nella percezione sociale e nell’interazione sociale ma non costituiscono di per sé un DSA.

I DSA possono verificarsi in concomitanza con altri fattori di handicap o con influenze estrinseche (culturali, d’istruzione, ecc.), ma non sono il risultato di quelle condizioni o influenze.

Una delle caratteristiche principale è la specificità: il disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità necessario per l’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo), lasciando integro il funzionamento intellettivo generale.

I disturbi specifici dell’apprendimento: come riconoscerli

  • Dislessia evolutiva

Con dislessia evolutiva si intende uno specifico disturbo dell’apprendimento di origine neurobiologica, che si presenta in assenza di disabilità neurologiche o sensoriali e di condizioni socioculturali svantaggiate. Si caratterizza per la difficoltà di automatizzazione (velocità) e correttezza della lettura, ma è da considerarsi disturbo evolutivo complesso con base biologica. Spesso la condizione di dislessia è associata ad altri disturbi evolutivi, quali disortografia, discalculia, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, disturbi del comportamento o dell’umore.

  • Disortografia evolutiva

La disortografia è un disturbo specifico della scrittura che consiste nella difficoltà di applicare le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto, in assenza di deficit motori o sensoriali e non imputabili alla mancanza di esperienza. Si presenta con errori sistematici che possono essere suddivisi in fonologici (che dipendono dall’incapacità di analizzare i suoni e scomporli nei fonemi costitutivi), non fonologici o ortografici (che dipendono dalle difficoltà di memorizzare le conoscenze acquisite in precedenza sul modo in cui la parola deve essere scritta) e fonetici (errori di accenti e doppie).

  • Disgrafia

La disgrafia è un disturbo caratterizzato dalla difficoltà di riprodurre segni alfabetici e numerici. Le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la forma è irregolare, il gesto è poco fluido, i legami tra le lettere risultano spesso scorretti. Non vengono rispettati i margini del foglio, vengono lasciati spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole, non viene seguita la linea di scrittura.

  • Discalculia evolutiva

La discalculia evolutiva è una difficoltà nell’apprendimento delle abilità numeriche e aritmetiche che si caratterizza per una debolezza nella strutturazione cognitiva delle componenti di natura numerica (processi di quantificazione, comparzione, seriazione, strategie di calcolo mentale) e nei meccanismi che coinvolgono le procedure esecutive (lettura, scrittura, incolonnamento dei numeri).

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 I campanelli d’allarme dei DSA

Dall’ultimo anno di scuola materna è probabile riconoscere una vulnerabilità nell’acquisizione delle seguenti competenze :

  • difficoltà meta-fonologiche: denominazione di parole; scorretta identificazione dei suoni delle parole; segmentazione – es. dividere in sillaba la parola – e fusione fonemica – es. unire le sillabe per costruire una parola -)
  • difficoltà nel linguaggio
  • difficoltà nella motricità fine (impugnatura della penna errata, difficoltà nella manipolazione degli oggetti, difficoltà nell’utilizzo di
    forbici, pennelli, ecc)
  • coordinazione visivo-motoria (difficoltà nel disegno spontaneo e su copia e nella ricomposizione di figure).

La comparsa di queste difficoltà può costituire considerevoli indici di rischio. La prima elementare è generalmente risolutiva per l’individuazione dei bambini che potrebbero sviluppare questo tipo di disturbo.Come riconoscere DSA e BES

Come aiutare i bambini con DSA

La comunicazione della diagnosi al bambino rappresenta la condizione indispensabile affinchè si possa attuare un processo di accettazione e presa in carico della problematica esistente. E’fondamentale restituire al bambino l’evidenza della fatica e l’impegno che ha profuso sottoponendosi ai test di apprendimento.

La terapia riabilitativa si occupa di promuovere lo sviluppo degli aspetti deficitari di lettura, scrittura e calcolo. Trovano spazio tra gli interventi riabilitativi i training volti a potenziare e sviluppare le abilità fonologiche, meta-fonologiche e lessicali, i training di potenziamento delle funzioni esecutive, percezione visiva, percezione uditiva, organizzazione spazio temporale, memoria di lavoro e interventi volti a potenziare le strategie di studio.

La riabilitazione dei DSA può rappresentare un fattore protettivo rispetto allo sviluppo psicopatologico nel bambino che riduce i rischi di abbandono scolastico.

Oltre all’intervento riabilitativo fondamentale è quello psicoterapeutico che offre un’occasione di riflessione e crescita al fine di modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che caratterizzano i bambini con DSA. In questi bimbi si può riscontrare demotivazione, sfiducia, atteggiamenti rinunciatari, bassa autostima, senso di impotenza, che portano alla rassegnazione e al
disinvestimento nei confronti dell’apprendimento. Questi aspetti oltre a causare sofferenza, rappresentano dei fattori di mantenimento del disturbo che creano circoli viziosi, riducendo così le opportunità di messa in discussione delle credenze disfunzionali.

Lo scopo della psicoterapia diventa quindi quello di accompagnare e sostenere i bambini e i ragazzi al momento della comunicazione della diagnosi, oltre che durante il programma di riabilitazione, al fine di facilitare l’acquisizione di consapevolezza del proprio funzionamento. Ci si propone di riconoscere i limiti e parallelamente individuare risorse e aree di competenza, inserendo interventi rivolti allo sviluppo della competenza emotiva che hanno lo scopo di rendere i ragazzi in grado di riconoscere e comunicare le proprie emozioni.

L’intervento si può porre l’obiettivo di facilitare l’uso di strumenti compensativi, aiutando i ragazzi a non viverli nell’ottica di diversità ma nell’ottica di opportunità e parità. Inoltre è utile sostenere nel bambino lo sviluppo di strategie efficaci di problem solving, utili a fronteggiare le situazioni problematiche inerenti al disturbo e situazioni relazionali conseguenti, aiutandolo ad imparare ad assumere un ruolo più attivo nell’apprendimento e in generale nella gestione quotidiana delle proprie difficoltà.

L’identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento, insieme alla comprensione delle sue caratteristiche, ai fattori di vulnerabilità o eventuale comorbilità, è di primaria importanza per prevenire o limitare i disagi psicologici nei bambini.

Altrettanto importante è la pianificazione di un intervento che, insieme al bambino coinvolga anche l’ambiente familiare e scolastico, in modo da sviluppare strategie di compenso delle difficoltà incontrate e contribuire alla costruzione di un’immagine positiva di sé.

 

Dott.ssa Elisabetta Lombardo
Psicologa-Psicoterapeuta

 

Bibliografia

  • (2016) Gian Marco Marzocchi e Centro per l’Età Evolutiva: La presa in carico dei bambini con
    ADHD e DSA
  • (2016) Lorenza Isola, Giuseppe Romano, Francesco Mancini: Psicoterapia cognitiva dell’infanzia e
    dell’adolescenza.

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